Individuare con precisione da dove esattamente perde un rubinetto da giardino determina quale tipo di riparazione funzionerà meglio. La prima cosa da fare? Asciugare accuratamente l'intero rubinetto prima di aprirlo, in modo da poter vedere da dove compare l'acqua per prima. Quando i rubinetti perdono anche quando sono chiusi, nella maggior parte dei casi ciò è dovuto all'usura delle piccole guarnizioni o degli anelli di gomma interni. Secondo dati tecnici nel settore idraulico, questi componenti sono responsabili di circa due terzi di tutti i problemi riscontrati sui rubinetti esterni. Le perdite provenienti dalla zona della manopola indicano solitamente che il dado di tenuta necessita di essere serrato oppure che uno degli anelli O-ring è danneggiato. L'acqua che gocciola dalla parte inferiore suggerisce un problema nei raccordi tra le tubazioni o, eventualmente, una crepa nel corpo stesso del rubinetto. Se invece l'acqua fuoriesce da quella strana struttura a forma di campana posta in cima, detta 'dispositivo antiritorno', è probabile che al suo interno si siano accumulati depositi minerali oppure che vi siano minuscole crepe che ne compromettono la funzione di prevenzione del reflusso. Osservare attentamente il comportamento della perdita per un'intera giornata. Talvolta le gocciolature occasionali sono causate dall'espansione e dalla contrazione dei componenti metallici dovute alle variazioni di temperatura durante la giornata.
Il tipo di rubinetto installato determina il genere di intervento di riparazione necessario. I rubinetti a compressione sono dotati di maniglie separate per l'acqua calda e quella fredda, che devono essere ruotate più volte prima di chiudersi completamente. Questi rubinetti solitamente presentano problemi quando le guarnizioni in gomma si usurano nel tempo. La soluzione? Sostituirle con alternative in neoprene progettate per condizioni più severe, ad esempio all’esterno dell’abitazione. I rubinetti antigelo sono dotati di steli lunghi che si estendono all’interno delle pareti; pertanto, per ispezionarli, i proprietari devono rimuovere tali steli per verificare la presenza di anelli O danneggiati o di cartucce intasate da depositi di calcare. Prima di iniziare qualsiasi intervento, è tuttavia fondamentale chiudere l’alimentazione idrica principale all’interno dell’abitazione stessa. I rubinetti a sfera presentano un’unica maniglia che regola sia la temperatura sia la portata dell’acqua. Per accedere ai dischi in ceramica posti al loro interno sono necessari utensili specializzati, come chiavi a bussola. I proprietari devono rimuovere i depositi minerali da tali dischi oppure sostituirli interamente qualora presentino graffi. Secondo le relazioni tecniche sulla manutenzione degli edifici, un intervento eseguito in modo scorretto potrebbe aumentare del quaranta per cento la probabilità che le tubazioni si congeli durante i periodi più freddi.
Quando l'acqua continua a gocciolare dal beccuccio, ciò indica generalmente che qualche componente interno si è usurato nel tempo. La maggior parte dei rubinetti a compressione si basa su piccole guarnizioni in gomma che premono contro la sede della valvola. Se si procede alla loro sostituzione, è consigliabile optare per guarnizioni in gomma EPDM di qualità industriale, al costo di circa 1,20 $ ciascuna, poiché durano all’incirca cinque volte di più rispetto a quelle standard. I rubinetti a sfera e i modelli antigelo richiedono invece componenti completamente diversi: le guarnizioni in silicone (O-ring) risultano le più efficaci per prevenire perdite nella zona della manopola. Prima di acquistare ricambi, verificare sempre il tipo di rubinetto in uso. Lubrificare le guarnizioni con gel di silicone approvato NSF fa davvero la differenza; inoltre, quando si stringe il dado di tenuta, fermarsi non appena questo risulti ben aderente e proseguire con un ulteriore quarto di giro. Stringere eccessivamente accelera invece l’usura dei componenti, mentre l’uso di parti troppo piccole provoca immediatamente problemi. Secondo una prestigiosa pubblicazione specializzata nel settore idraulico dell’anno scorso, chi ha investito in materiali di alta qualità ha registrato una riduzione dei problemi di perdita pari a quasi il 90% rispetto a chi ha utilizzato alternative economiche.
Quando gli scaricatori a vuoto non funzionano correttamente, possono causare fastidiose perdite alla base durante il funzionamento. Si tratta infatti di dispositivi essenziali per la prevenzione del reflusso. I depositi minerali tendono ad accumularsi all’interno delle valvole di ritegno, spingendo l’acqua verso l’esterno attraverso i fori di sfiato anziché bloccarla. Per la manutenzione ordinaria annuale, spegnere innanzitutto completamente l’alimentazione idrica e attendere che la pressione si riduca. Quindi svitare il coperchio dello scaricatore ruotandolo in senso antiorario. Immergere tutti i componenti nell’aceto per circa venti minuti, pulire accuratamente le camere del pistone con una spazzola in nylon e rimontare il tutto applicando grasso alimentare sulle parti mobili. Tuttavia, la pulizia non risolve sempre il problema. Se i problemi persistono, i nuovi scaricatori devono essere conformi alle specifiche ASSE 1016. Inoltre, prestare attenzione alla corrosione, poiché unità danneggiate comportano gravi rischi di contaminazione dell’acqua potabile. Quando si osserva la presenza di corrosione, è obbligatorio sostituire immediatamente gli scaricatori, prima che qualcuno possa subire danni.
Eseguire regolarmente la manutenzione dei rubinetti previene il ripresentarsi di quegli irritanti perdite e ne prolunga effettivamente la durata rispetto a quanto accadrebbe in assenza di manutenzione. Quando arriva l'inverno, ricordatevi di chiudere le valvole dell'acqua interne e di svuotare completamente tutte le tubazioni. Questa semplice azione può ridurre di circa tre quarti il rischio di rotture delle tubazioni causate dal gelo rispetto ai sistemi lasciati scoperti. In caso di temperature particolarmente rigide, applicate coperture isolanti sui rubinetti e verificate che il terreno intorno alla casa sia adeguatamente inclinato per far defluire l’acqua, evitando che ristagni e corroda progressivamente i giunti. Una volta al mese, utilizzate una spazzola morbida per rimuovere foglie e detriti, prestando particolare attenzione ai coperchi dei dispositivi di scarico (vacuum breaker), poiché è proprio lì che si accumula la maggior parte dello sporco. Le tempeste rappresentano sempre un’ottima occasione per ispezionare i percorsi di drenaggio alla ricerca di eventuali ostruzioni. L’umidità residua (hydrops) dopo il maltempo accelera la corrosione dei metalli di circa il 40% e avvia il degrado di quelle importanti guarnizioni. Non dimenticate di verificare la pressione dell’acqua ogni tre mesi. Se il getto comincia a risultare debole o irregolare, smontate i beccucci e pulite i depositi minerali prima che generino microfessure. Questi controlli periodici richiedono soltanto circa 15 minuti, ma consentono di risparmiare centinaia di euro in costi di riparazione futuri.
La maggior parte delle riparazioni fai-da-te funziona ottimamente per le perdite semplici dei rubinetti, ma esistono segnali inequivocabili che indicano problemi più gravi, per i quali è necessario l’intervento di un idraulico professionista. Ad esempio, una gocciolatura continua che non cessa mai, macchie di ruggine che si formano alla base del dispositivo, crepe causate dal gelo o perdite ricorrenti sono tutti indizi che è giunto il momento di chiedere aiuto. Alcuni impianti, inoltre, non sono adatti a interventi da parte di dilettanti. I rubinetti antigelo con valvole di sicurezza (vacuum breaker) nascoste all’interno delle pareti oppure quelli collegati a sistemi di irrigazione per il giardino possono rappresentare un vero problema se rimontati in modo errato, con il rischio di gravi danni da infiltrazione d’acqua. E non bisogna dimenticare le macchie umide che compaiono sulle pareti vicino ai rubinetti o le ostruzioni nascoste nelle tubature, invisibili ai proprietari di casa. Secondo una ricerca condotta dall’Università del Nebraska-Lincoln, circa il 30% dei problemi relativi ai rubinetti esterni deriva in realtà da corrosione nascosta delle tubature o da sedi valvolari danneggiate, che la maggior parte delle persone non è in grado di riparare autonomamente. Tentare interventi complessi, come la sostituzione delle valvole di sicurezza o lo scavo per accedere alle tubazioni di alimentazione, senza le competenze adeguate, trasforma spesso perdite minori in problemi strutturali gravi. Quando le riparazioni basilari — come la sostituzione delle guarnizioni o il serraggio delle maniglie — non riescono a porre fine alla gocciolatura, oppure quando il gelo invernale ha provocato microcrepe nelle tubature, è opportuno chiamare esperti. Gli idraulici dispongono di tutta una serie di attrezzature specializzate per verificare la pressione nelle tubature, installare guarnizioni con precisione e garantire che ogni intervento sia conforme ai regolamenti edilizi, prevenendo così il ripetersi di tali inconvenienti e salvaguardando gli immobili da potenziali disastri idrici futuri.